07 giugno 2009

AllenaMente # 4



mercoledì 10 giugno ore 20.30 a roma
nuovo appuntamento con AllenaMente
percorso di allenamento sui temi manageriali
che conduco insieme a myriam giangiacomo
per l'associazione managerzen

questa la sintesi dell'ultimo incontro

Nell'incontro di aprile abbiamo rivolto il nostro sguardo fuori dall’azienda
e dalla finestra abbiamo intravisto nuove realtà.




Questo atteggiamento di “apertura” è continuato anche nell’incontro di maggio poichè abbiamo accolto nel gruppo un nuovo socio. E’ stato naturale dedicare la serata alla conoscenza di Piero che, dopo aver letto sul sito i resoconti dei nostri incontri, ha deciso di unirsi a noi .
Le cose non accadano mai per caso, e l’arrivo di Piero ha dato la possibilità a tutti di raccontare le proprie esperienze professionali e personali condividere sogni, passioni, desideri e immaginare un luogo di lavoro più aperto e “umano”.

A questo proposito ci siamo fatti ‘ispirare’ da alcuni frammenti da scritti di Adriano Olivetti, tra i quali:

«Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti?Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica? Possiamo rispondere: c’è un fine nella nostra azione di tutti i giorni a Ivrea come a Pozzuoli. E senza la prima consapevolezza di questo fine è vano sperare il successo dell’opera che abbiamo intrapresa» «La fabbrica di Ivrea pur agendo in un mezzo economico e accettandone le regole ha rivolti i suoi fini e le sue maggiori preoccupazioni all’elevazione materiale, culturale, sociale del luogo dove fu chiamata a operare»
(Discorsi ai lavoratori – Ai lavoratori di Pozzuoli, 1955)

«Ed ecco perché in questa fabbrica meridionale rispettando, nei limiti delle nostre forze, la natura e la bellezza, abbiamo voluto rispettare l’uomo che doveva, entrando qui, trovare […] un qualcosa che avrebbe pesato, pur senza avvertirlo, sul suo animo» Poiché lavorando ogni giorno per produrre qualcosa che vediamo correre nelle vie del mondo e tornare a noi in salari che sono poi pane, vino e casa, partecipiamo ogni giorno alla vita pulsante della fabbrica, finiamo per amarla, per affezionarci e allora essa diventa veramente nostra, il lavoro diventa a poco a poco parte della nostra anima, diventa quindi un’immensa forza spirituale». «Per questo motivo un giorno questa fabbrica […] farà parte di una nuova e autentica civiltà indirizzata ad una più libera, felice e consapevole esplicazione della persona umana» (ivi)

Anche commentando questi testi, si è creato un clima di condivisione che forse dovrebbe essere più frequente in azienda dove spesso si lavora nella stessa stanza con persone con le quali si scambia solo poche parole.

La serata si è conclusa con una mappa mentale che questa volta è stata ancor più partecipata perché ciascuno ha scritto il proprio nome associandolo a parole chiave




vi aspetto :)

informazioni e iscrizioni

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